La storia dei Monti Lessini è intrecciata a quella del suo vitigno, la Durella. La “Durasena” - antenata dell’uva Durella - è citata in letteratura fin dal 1292.
Le prime testimonianze relative al vitigno risalgono persino al’epoca preistorica, come provano i ritrovamenti delle amperide fossili, antenate dell’attuale Vitis vinifera, avvenuti a Vestenanova di Bolca in alta Valle d’Alpone.
In epoca moderna poi, nel 1905, il conte Giulio da Schio racconta del Durello - e delle sue “uve zuccherine” - riportando della sua diffusione sulle colline di Arzignano nel volume “Enologia e Viticoltura della provincia di Vicenza”.
I Monti Lessini tuttavia non regalano solo lo spumante vigoroso, fresco e vivace che abbiamo imparato ad apprezzare. I terreni vulcanici così ricchi di sostanze minerali, il clima fresco e la decisa escursione termica pongono le condizioni ideali per la coltivazione di altre varietà.
Ad esempio Pinot Nero che qui trova un clima fresco e ventilato: principe assoluto tra i vitigni per l’eleganza che esprime nel bicchiere, ma anche per il particolare impegno che richiede al vignaiolo.
O come lo Chardonnay che dai terreni della Lessinia ricava quelle sostanza minerale che gli consente un’espressione ricca e particolarmente fine.