Soave

Fin dall’inizio del secolo XX i ricercatori hanno individuato nel territorio di Soave, la parte orientale dell’arco collinare della provincia di Verona, una specifica identità legata all’origine del suolo, prevalentemente vulcanico, che lo differenzia dalle altre aree storiche del Bardolino e della Valpolicella. La D.O.C. Soave è, infatti, la denominazione più significativa all’interno del panorama vinicolo a denominazione di origine controllata veneto.

Partendo da testimonianze fossili preistoriche si può affermare che i vitigni Garganega, principale uva della denominazione e Trebbiano di Soave sono il frutto di una lunga interazione naturale tra vitigno e un ambiente caratterizzato da clima mite e temperato, terreno tufaceo di origine vulcanica con importanti affioramenti calcarei. La Garganega ha il suo habitat ideale nelle colline delle valli d’Alpone, del Tramigna, dell’Illasi e di Mezzane.

Un vitigno che profuma di mandorla e di fiori bianchi, che matura in ottobre, la cui buccia è dura e particolarmente gialla (quasi rossa) e che mostra un interessante equilibrio tra estratti e zuccheri. Il Trebbiano di Soave, che aveva lasciato spazio all’esuberanza del Garganega si ripropone in questi ultimi anni come partner ideale per tracciare nuovi profili enologici del Soave combinando la sua sapidità e vivacità con la struttura e la densità tipiche delle uve Garganega.
L’uso della specificazione “COLLI SCALIGERI" in aggiunta alla denominazione “SOAVE”, è riservato al prodotto ottenuto da uve raccolte e vinificate nei territori dei comuni di Roncà, Montecchia di Crosara e San Giovanni Ilarione.

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